Solari ecobio con filtri fisici

Quando ci si avvicina ad un argomento nuovo, forse presi dall'entusiasmo, capita di fare grossi scivoloni cercando di far passare concetti che con la realtà delle cose hanno poco a che vedere. Insomma, si finisce per fare disinformazioneL'«argomento nuovo» del quale sto parlando sono i filtri solari, tornato prepotentemente d'attualità con l'avvicinarsi della bella stagione e con l'uscita sul mercato di nuovi prodotti che abbinano filtri chimici e filtri fisici: prodotti assolutamente non ecobiologici, questo va detto.
Per fare un po' di chiarezza e cercare di districarci in questo mare che sembra sempre più agitato, ho deciso di scrivere questo intervento che ha il solo scopo di presentarvi in maniera obiettiva la situazione e darvi gli strumenti per scegliere in maniera corretta il solare che vi accompagnerà nei prossimi mesi.


Come prima cosa, sfatiamo un mito: il sole, se preso nella giusta misura, fa bene alla pelle. E questo lo dice una persona che ha speso la propria vita per fare corretta informazione: la dottoressa Riccarda Serri. Ecco cosa ne pensava del sole: «E’ vero che i raggi provocano il photoaging (...), ma è altrettanto vero che apportano anche benefici notevoli. Il sole, com’è noto, favorisce la sintesi di vitamina D, indispensabile per fissare il calcio alle ossa. Previene quindi l’osteoporosi. Stimola la produzione di endorfine antidepressive, benefiche per il tono dell’umore, così come di feromoni sessualmente attraenti: a tutto vantaggio del piacere e della gioia di vivere. Non a caso oggi si aggiungono fonti di raggi ultravioletti sulle astronavi, perché gli astronauti non ne vengano privati per troppi giorni e si utilizza con successo negli ospedali la “light therapy”, cioè la semplice esposizione alla luce, per combattere la depressione stagionale. L’energia, il calore, la luce del sole sono assolutamente fondamentali per la vita e per l’equilibrio interiore. Gli studi più recenti, tra l’altro, dimostrerebbero che quello stesso sole che ci espone al rischio di gravi problemi cutanei protegge da altre patologie gravi».

Detto questo e chiarito che il sole non è un nemico, sfatiamo il secondo mito: non esistono protezioni totali. A chi viene nel nostro negozio e chiede una protezione totale, rispondo che una protezione totale non esiste, né usando filtri fisici né usando quelli chimici. Sempre citando la dottoressa Serri, «secondo la nuova normativa europea Colipa, non esiste più la dizione “total block” o “protezione totale”, perché trae in inganno i consumatori, in quanto non esiste filtro che blocchi del tutto i raggi solari. I più efficaci arrivano a schermarne il 95%».

A questo punto è necessario spendere due parole sui filtri delle creme solari. Si dividono in due tipi: filtri fisici e filtri chimici. Vediamo nello specifico e in maniera veloce e sintetica cosa sono e come funzionano:
- i filtri solari fisici funzionano proprio come se fossero uno specchio: semplicemente, riflettono i raggi solari e proteggono la pelle in maniera meccanica; nella composizione inci li troverete indicati come titanium dioxide (biossido di titanio) e zinc oxide (ossido di zinco);
- i filtri solari chimici, invece, non riflettono i raggi ma li assorbono e li trasformano, rendendoli innocui per la pelle. I filtri chimici sono tuttora oggetto di studio per quanto riguarda i rischi per la salute e per l'ambiente; qui ci basterà evidenziare il fatto che surriscaldano la pelle (cosa sicuramente non benefica), che sono potenzialmente allergizzanti, che possono superare la barriera cutanea e che non sono assolutamente ecocompatibili poiché provocano notevoli danni ambientali a carico dell'ecosistema marino. In definitiva, non sono la scelta migliore se abbiamo a cuore il benessere della nostra pelle e dell'ambiente nel quale viviamo.


 

«Ma io ho assoluto bisogno di proteggere la mia pelle, e mi hanno detto che i filtri fisici non sono in grado di farlo: come la mettiamo?»
Torniamo alla disinformazione di cui parlavo in apertura: i filtri fisici proteggono più e meglio dei filtri chimici. Puntualizziamo: se un solare ecobiologico (cioè con soli filtri fisici) riporta in etichetta un SPF pari a 50, potete stare certi che quel solare ha quel grado di protezione. Punto. Chi fa affermazioni contrarie sembra voglia ignorare un concetto fondamentale: un solare prima di essere posto in vendita deve superare determinati test (obbligatori per legge) che ne attestino il grado di protezione e la proporzione tra protezione da raggi UVA e UVB. Quindi se un solare - certificato bio o meno - indica come fattore di protezione 50 e se l'azienda è seria, attendibile e lavora seguendo le normative (tutte le aziende che trattiamo su MondeVert lo sono), potete state sicuri che quel solare vi darà un fattore di protezione 50.
Parlando di protezione ed efficacia dei solari ecobiologici, ho voluto fare quattro chiacchiere con Donato Vitaloni, titolare di Sanecovit (l'azienda che produce il marchio Bjobj); Donato, con estrema disponibilità, ha risposto a tutti i miei dubbi e ha fatto un ragionamento che vi riporto: «Spesso si tende a dimenticare che un solare non è un cosmetico “semplice”, passami il termine, ma un vero e proprio salvapelle. Ti faccio un esempio: se acquisto una crema idratante e mi accorgo, usandola, che è troppo leggera per la mia pelle secca, poco male: la userò per il resto del corpo; se invece acquisto un solare e mi accorgo, usandolo, che non funziona, c'è il rischio di farsi seriamente del male. E' per questo che tutti i nostri solari sono testati, uno ad uno, per poter garantire che il fattore di protezione solare riportato in etichetta sia un valore reale e non fittizio; e ti assicuro che lavorare con filtri solari fisici e altri ingredienti atti a proteggere la pelle non è un gioco da ragazzi, dal punto di vista formulativo e dal punto di vista dei costi (forse non lo sapevi, ma i filtri chimici hanno ben altri costi, molto più contenuti rispetto alle soluzioni che adottiamo con filtri fisici e ingredienti protettivi della pelle). Dal punto di vista ecologico, posso confermarti che la percentuale di filtro contenuta in un solare è elevata, quindi classificare come "ecobiologici" solari che contengono filtri chimici ma hanno una formula che per il resto è ecologica mi pare proprio una presa in giro: non parliamo di “una goccia di...”, ma di una “una elevata percentuale di...”».
Alle parole di Donato aggiungo un altro aspetto: nessun organismo di certificazione ecobiologica dà il benestare ai filtri chimici, proprio perché non sono ecologici. Attenzione quindi: non fidatevi del passaparola, ma controllate sempre che ci sia il bollino dell'organismo di certificazione e valutate sempre attentamente la composizione inci (i solari Tea, ad esempio, non sono certificati ma hanno soltanto filtri fisici). 
Oppure affidatevi a chi ha già scelto per voi solari davvero validi e senza filtri chimici, come da sempre fa MondeVert.

«Ma io non voglio diventare bianca come un fantasma, e mi hanno detto che i filtri fisici mi faranno diventare cadaverica!»
C'è solare e solare, non generalizziamo. I solari di ultima generazione riescono a garantire una protezione 50 (50, una protezione altissima!) senza rendere la pelle bianca come un fantasma; queste non sono parole: basta provare il nuovissimo SPF 50 di Bjobj per rendersi conto che anche un solare con soli filtri fisici ad altissima protezione può essere facilmente spalmabile e non lasciare la patina bianca che tanto allarma chi vorrebbe dimostrare che un filtro chimico è preferibile ad un filtro fisico.
Sempre a proposito di patina bianca, ho scambiato quattro chiacchiere con Piero Manzotti di Tea Natura, azienda che ha fatto dell'ecologia la propria bandiera; i prodotti Tea natura non sono certificati ma sono assolutamente biodegradabili, contengono ingredienti da agricoltura biologica preferibilmente da commercio equo-solidale ed hanno, in definitiva, con un approccio alla cosmesi (ed alla vita) ecobiologico: «La patina bianca è data dai filtri fisici, che sono l'Ossido di Zinco e il Biossido di Titanio; nel nostro solare (l'amatissima Crema solare al Monoi Tiarè di Tea, ndr) abbiamo volutamente inserito una percentuale moderata di filtri fisici, proprio per evitare un eccessivo sbiancamento della pelle. Cosa fare dunque per avere una protezione maggiore e sicura della pelle? Semplice: noi consigliamo di rendere più frequenti le applicazioni di prodotto e di ripeterle dopo i bagni in acqua».
«Certo – 
continua Piero – con il sole non si scherza, e bisogna usare un po' di buonsenso. Vale sempre la regola di evitare prolungate esposizioni nelle ore più calde e di proteggersi (particolarmente i bambini) con una maglietta o un cappello se il sole è troppo forte. Sono, ripeto, regole di buonsenso che tutti dovremmo rispettare, qualsiasi tipo di solare si scelga di usare».


Ripetere frequentemente le applicazioni come suggerisce Piero, particolarmente dopo i bagni in acqua, è un metodo che garantisce una protezione ottimale, come ci conferma Claudia, nostra cliente e amica: «Ho una pelle molto chiara, e con i solari tradizionali mi sono sempre scottata; l'anno scorso, dopo anni e anni di solari con filtri chimici, ho voluto provare – con un po' di scetticismo, se devo dirla tutta – la protezione SPF 30 di Bjobj e il solare di Tea. Ho riapplicato spesso il solare, anche con una certa soddisfazione, perché avevo la sensazione di mettere sulla pelle qualcosa di benefico, e posso assicurare che non mi sono scottata, anzi: sono anche riuscita a tornare dal mare con un bel colore ambrato. Mi sembrava incredibile tornare dalle vacanze senza scottature o eritemi!».

Nella cosmesi ecobio, la cosa peggiore che possa capitare è iniziare a fare delle eccezioni. Oggi inizio a tollerare un parabene, domani chiudo gli occhi di fronte ai filtri chimici nei solari, dopodomani ammetto un petrolato - «in fondo è soltanto uno, tanto il resto è tutto ecobio». Continuando di questo passo finiremmo col proporre quello dal quale siamo partiti tutti: cosmetici finto-naturali o tradizionali.
Un vero controsenso, ancora meno comprensibile perché oggi, nel 2014, non siamo più costretti a scendere a compromessi per avere cosmetici che riescano a coniugare ecologicità, efficacia e piacevolezza d'uso. Perché i prodotti "verdi dentro" e realmente efficaci esistono - alcuni vantano performance pari se non maggiori a quelle dei prodotti convenzionali.
Ed è qui che entra in gioco MondeVert, con il suo continuo lavoro di selezione: ogni prodotto è valutato singolarmente, controllando attentamente la composizione inci
 per essere sicuri che non ci siano ingredienti non ecologici o non rispondenti alla nostra visione di quello che è ecobiologico. Certo, il nostro modo di lavorare è antieconomico: privarci degli smalti per unghie (non ne esistono di ecologici!) o di prodotti non ecologici eppure molto richiesti dalle clienti (come i solari con filtri chimici) significa per noi vendere di meno. Ma non dobbiamo dimenticarci che il cardine attorno al quale ruota tutta la credibilità di un negozio di cosmesi ecobio è uno ed uno soltanto: si chiama lavorare seriamente, con coerenza e con coscienza.

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Qualche link per approfondire:
http://www.cosmeticsdesign-europe.com/Formulation-Science/Presence-of-UV-filters-in-human-milk-matches-cosmetics-and-sunscreen-use
http://www.dica33.it/cont/focus/1106/2400/protezione-solare-scegliere-fattore-giusto.asp
http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=2&t=37412
http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/solari/solari/solari.html
http://news.nationalgeographic.com/news/2008/01/080129-sunscreen-coral.html